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Best Practice: Community

Wanted

Impresa sociale, Ristorazione · Francia

Gli spazi inclusivi dell’azienda francese che rafforzano la coesione sociale premiati nella categoria Community del progetto SME EnterPRIZE

Con oltre 1 milione di membri, Wanted è tra le 5 community maggiormente riconosciute sui canali social. Sua ragion d’essere è rendere la società un luogo in cui le persone possano aiutarsi a vicenda. Il suo obiettivo è creare ambienti partecipativi in cui possa diffondersi una moderna cultura dell’aiuto, per intervenire in quei quartieri che i servizi sociali non riescono a raggiungere.

La missione di Wanted è quella di far riunire le persone e di fare emergere opportunità di sostegno a livello locale, per rendere la società più inclusiva e sostenibile. Wanted realizza tutto ciò agendo in qualità di host e gestore di ambienti digitali e fisici progettati esclusivamente per offrire aiuto e sviluppare iniziative di solidarietà. Lo slogan dell’azienda? Sempre solidali, mai soli.

Wanted nasce nel 2011 come gruppo di sostegno su Facebook creato da Luc Jaubert a Parigi, quando Jérémie Ballan, amico e co-fondatore della community, scrive scherzosamente: “Qualcuno per caso può fare un po’ di luce?”. Centinaia di risposte divertenti e stimolanti hanno così dato a Luc, Jérémie e a un altro amico, Christian Delachet, l’ispirazione per un’idea brillante. Ciò che i tre fondatori hanno scoperto è il grande bisogno di un semplice aiuto, l’immaginazione senza limiti e l’ingegnosità dei membri della community e, infine, il desiderio dell’essere umano di compiere buone azioni.

Nel 2017 i tre amici si sono dimessi dai rispettivi lavori e nel 2018 hanno aperto il primo innovativo Wanted Café a Bordeaux, un luogo in cui ognuno può recarsi per liberare il proprio “eroe interiore”: andando lì a pranzo è possibile lasciare pagato un caffè o un pasto per qualcun altro in difficoltà. “Volevamo abbattere le barriere che impediscono alle persone in difficoltà di godersi bar e ristoranti”, spiega Christian, “e creare un luogo in cui persone di varia estrazione sociale e appartenenza religiosa, oltre che di diversa nazionalità, potessero incontrarsi, conoscersi o semplicemente fare due chiacchiere.”

Con 86 gruppi locali su Facebook, Wanted conta già un milione di persone tra i suoi membri, un numero che ogni anno aumenta di 100 mila unità. Sono 18 milioni i post che ogni anno offrono supporto quotidiano per aiutare, ad esempio, in un trasloco o con attività di fai-da-te, o anche con sorprendenti dimostrazioni di solidarietà quali aiutare persone in difficoltà a trovare pasti, lavoro o alloggio.

Lo scorso anno, durante il lockdown causato dal Covid-19, Wanted ha creato la cooperativa RAliment oltre a iniziative quali Yes We Camp, Les Grands Voisins, Refugee Food Festival e Linkee per aiutare i più bisognosi, offrendo supporto a 880 mila persone, per un totale di circa 17 mila ore di volontariato e 100 mila pasti preparati, confezionati e consegnati! I volontari si sono procurati 50 tonnellate di cibo gratis, che altrimenti sarebbe stato buttato via.

I Wanted Café registrano introiti, anche se il modello di business è tutto fuorché ordinario; nel 2019 sono stati acquistati in anticipo dai clienti pasti e bevande “sospesi” per i più bisognosi per un totale di € 8000. Inoltre, Wanted destina il 2% del fatturato – non degli utili – a iniziative di solidarietà. Tra i volontari che si sono impegnati nelle attività, il 75% afferma di non avere mai partecipato a iniziative del genere in precedenza, mentre è interessante notare che il 100% di loro ha dichiarato di essere stato felice di offrire il proprio aiuto. Risuonano, così, le parole di Christian Delachet: “La nostra piattaforma contribuisce a rivelare gli eroi di tutti i giorni.”